Per troppo tempo, Hong Kong ha lasciato un vuoto nelle sue politiche sugli asset virtuali. Mentre le piattaforme di trading al dettaglio operavano sotto supervisione, le figure chiave del settore—i custodi che salvaguardano i fondi e i dealer che gestiscono operazioni su larga scala—continuavano a muoversi senza linee guida definitive. Questo scenario è finalmente cambiato con l’annuncio delle nuove norme.
Un sistema normativo ora completo: cosa stanno facendo Hong Kong e altri mercati
Non è un caso che Hong Kong abbia deciso di agire proprio ora. In Europa, la Spagna ha già abbracciato pienamente il framework MiCA, fissando una scadenza rigorosa del 1° luglio 2026 per la conformità delle aziende crypto. Allo stesso tempo, la Russia sta implementando un sistema pragmatico che pone limiti agli investimenti dei piccoli risparmiatori. Questo movimento globale segnala chiaramente che l’era della deregolamentazione nelle crypto è terminata. Nel 2026, il settore diventerà altamente supervisionato, e solo le aziende che rispettano rigorosamente le regole sopravvivranno.
Hong Kong, non volendo restare indietro, ha intensificato i suoi sforzi. La Financial Services and the Treasury Bureau (FSTB) e la SFC hanno concluso le consultazioni su un nuovo regime di licenze dedicato specificamente ai dealer e ai custodi di asset virtuali. Questo non è un semplice aggiornamento: rappresenta il completamento della roadmap ASPIRe della SFC e la trasformazione dell’ecosistema crypto della città in un’infrastruttura costruita sulla fiducia istituzionale.
Il principio cardine: “stesso business, stessi rischi, stesse regole”
Il motto di Hong Kong, che era stato per anni quasi uno slogan, ora diventa realtà operativa. Le nuove licenze sono costruite seguendo esattamente i medesimi standard rigorosi applicati alle regole sui titoli di Tipo 1 nel settore finanziario tradizionale.
Per i dealer crypto, questo significa conformarsi agli stessi rigidi standard che caratterizzano la finanza convenzionale. Per i custodi, la sfida è ancora più complessa: devono dimostrare capacità concrete nel gestire in sicurezza le chiavi private, elemento fondamentale per la protezione dei patrimoni dei clienti. Queste nuove norme non colmano semplicemente un gap normativo. Esse regolano quella che potremmo definire l’“infrastruttura invisibile” del settore crypto: non solo le piattaforme visibili ai consumatori, ma l’intero stack di servizi che sostiene ogni transazione, dalla custodia all’esecuzione.
Il dialogo preventivo come vantaggio competitivo
Un aspetto distintivo dell’approccio di Hong Kong è il coinvolgimento anticipato delle aziende nel processo normativo. A differenza di molti governi che impongono regole già definitive, Hong Kong incoraggia le imprese a interloquire con i regolatori prima della formalizzazione finale. Queste “discussioni pre-applicazione” conferiscono un vantaggio significativo ai pionieri, permettendo loro di adattarsi e prepararsi senza sorprese tardive.
Questa strategia si estende anche alle fasi successive. La prossima ondata normativa riguarderà advisor e gestori di asset virtuali, estendendo gli stessi elevati standard a chi fornisce consulenza e gestisce capitali. L’obiettivo è mantenere l’intero ecosistema crypto di Hong Kong coeso, equilibrato e trasparente sia dal punto di vista tecnologico che da quello delle decisioni umane.
Le dichiarazioni dei vertici normativi
I leader del settore regolamentare hanno espresso pieno supporto a questi sviluppi. Julia Leung, Chief Executive della SFC, ha sottolineato:
“Il progresso significativo nel nostro quadro normativo sugli asset virtuali assicura che Hong Kong resti in prima linea globale nello sviluppo del mercato degli asset digitali, promuovendo un ecosistema affidabile, competitivo e sostenibile.”
Christopher Hui, Segretario per i Servizi Finanziari e il Tesoro, ha aggiunto una prospettiva complementare:
“I regimi di licenza proposti raggiungono un equilibrio accorto tra lo sviluppo del mercato, la mitigazione dei rischi e la tutela degli investitori.”
Le implicazioni per il futuro
Con queste nuove norme, Hong Kong segnala la sua intenzione di attrarre investitori istituzionali di peso, quelli cioè che cercano i più alti standard di sicurezza e conformità. La regolamentazione di dealer e custodi non è un ostacolo al mercato, bensì il fondamento su cui costruire fiducia durevole.
Il cambio di paradigma è globale e irreversibile. Man mano che il 2026 si avvicina, le giurisdizioni che avranno già costruito infrastrutture normative robuste avranno un vantaggio competitivo notevole rispetto a chi rimane indietro.
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Hong Kong menyelesaikan kerangka regulasi untuk aset virtual: apa arti bagi pasar
Per troppo tempo, Hong Kong ha lasciato un vuoto nelle sue politiche sugli asset virtuali. Mentre le piattaforme di trading al dettaglio operavano sotto supervisione, le figure chiave del settore—i custodi che salvaguardano i fondi e i dealer che gestiscono operazioni su larga scala—continuavano a muoversi senza linee guida definitive. Questo scenario è finalmente cambiato con l’annuncio delle nuove norme.
Un sistema normativo ora completo: cosa stanno facendo Hong Kong e altri mercati
Non è un caso che Hong Kong abbia deciso di agire proprio ora. In Europa, la Spagna ha già abbracciato pienamente il framework MiCA, fissando una scadenza rigorosa del 1° luglio 2026 per la conformità delle aziende crypto. Allo stesso tempo, la Russia sta implementando un sistema pragmatico che pone limiti agli investimenti dei piccoli risparmiatori. Questo movimento globale segnala chiaramente che l’era della deregolamentazione nelle crypto è terminata. Nel 2026, il settore diventerà altamente supervisionato, e solo le aziende che rispettano rigorosamente le regole sopravvivranno.
Hong Kong, non volendo restare indietro, ha intensificato i suoi sforzi. La Financial Services and the Treasury Bureau (FSTB) e la SFC hanno concluso le consultazioni su un nuovo regime di licenze dedicato specificamente ai dealer e ai custodi di asset virtuali. Questo non è un semplice aggiornamento: rappresenta il completamento della roadmap ASPIRe della SFC e la trasformazione dell’ecosistema crypto della città in un’infrastruttura costruita sulla fiducia istituzionale.
Il principio cardine: “stesso business, stessi rischi, stesse regole”
Il motto di Hong Kong, che era stato per anni quasi uno slogan, ora diventa realtà operativa. Le nuove licenze sono costruite seguendo esattamente i medesimi standard rigorosi applicati alle regole sui titoli di Tipo 1 nel settore finanziario tradizionale.
Per i dealer crypto, questo significa conformarsi agli stessi rigidi standard che caratterizzano la finanza convenzionale. Per i custodi, la sfida è ancora più complessa: devono dimostrare capacità concrete nel gestire in sicurezza le chiavi private, elemento fondamentale per la protezione dei patrimoni dei clienti. Queste nuove norme non colmano semplicemente un gap normativo. Esse regolano quella che potremmo definire l’“infrastruttura invisibile” del settore crypto: non solo le piattaforme visibili ai consumatori, ma l’intero stack di servizi che sostiene ogni transazione, dalla custodia all’esecuzione.
Il dialogo preventivo come vantaggio competitivo
Un aspetto distintivo dell’approccio di Hong Kong è il coinvolgimento anticipato delle aziende nel processo normativo. A differenza di molti governi che impongono regole già definitive, Hong Kong incoraggia le imprese a interloquire con i regolatori prima della formalizzazione finale. Queste “discussioni pre-applicazione” conferiscono un vantaggio significativo ai pionieri, permettendo loro di adattarsi e prepararsi senza sorprese tardive.
Questa strategia si estende anche alle fasi successive. La prossima ondata normativa riguarderà advisor e gestori di asset virtuali, estendendo gli stessi elevati standard a chi fornisce consulenza e gestisce capitali. L’obiettivo è mantenere l’intero ecosistema crypto di Hong Kong coeso, equilibrato e trasparente sia dal punto di vista tecnologico che da quello delle decisioni umane.
Le dichiarazioni dei vertici normativi
I leader del settore regolamentare hanno espresso pieno supporto a questi sviluppi. Julia Leung, Chief Executive della SFC, ha sottolineato:
Christopher Hui, Segretario per i Servizi Finanziari e il Tesoro, ha aggiunto una prospettiva complementare:
Le implicazioni per il futuro
Con queste nuove norme, Hong Kong segnala la sua intenzione di attrarre investitori istituzionali di peso, quelli cioè che cercano i più alti standard di sicurezza e conformità. La regolamentazione di dealer e custodi non è un ostacolo al mercato, bensì il fondamento su cui costruire fiducia durevole.
Il cambio di paradigma è globale e irreversibile. Man mano che il 2026 si avvicina, le giurisdizioni che avranno già costruito infrastrutture normative robuste avranno un vantaggio competitivo notevole rispetto a chi rimane indietro.