Quando i principali think tank crittografici raggiungono un accordo raro, il mercato dovrebbe ascoltare. Dopo aver analizzato i rapporti di Delphi Digital, Messari, Four Pillars, Coinbase e a16z, emerge un consenso sorprendente: il modello tradizionale di volatilità ciclica si sta esaurendo, lasciando il posto a una struttura di mercato dominata da infrastrutture reali, regolamentazione formale e agenti economici artificiali.
Il parafrasi della convergenza globale: liquidità, layer e maturità strutturale
La pietra miliare del 2026 non sarà un evento di prezzo, ma un cambio di paradigma. Gli istituti di ricerca descrivono un mercato in transizione da “Far West speculativo” a “settore economico maturo”. Secondo Delphi Digital, questo avverrà grazie a una “Global Convergence” delle politiche monetarie: mentre la Federal Reserve conclude il Quantitative Tightening, le banche centrali mondiali si allineeranno verso cicli unificati di riduzione dei tassi.
Questa liquidità macro non alimenterà più solo narrativa di breve termine, ma confluirà verso asset hard come Bitcoin ed oro. Allo stesso tempo, l’ingresso massiccio della finanza tradizionale attraverso gli ETF trasformerà il profilo degli investitori: non più hedging marginale, ma allocazione strutturale.
L’ascesa della Agentic Finance: quando i machine diventano attori economici
Uno dei temi trasversali più affascinanti è la Agentic Finance. Non si tratta più di chatbot: gli agenti di intelligenza artificiale evolveranno per gestire attivamente capitali, eseguire strategie DeFi complesse e ottimizzare rendimenti on-chain senza intervento umano.
Questo fenomeno introdurrà nuove layer di infrastruttura. a16z e Coinbase sottolineano come il riconoscimento dell’identità si evolverà dal tradizionale KYC (Know Your Customer) a KYA (Know Your Agent), con agenti che richiedono credenziali firmate crittograficamente per operare nei layer di settlement nativamente crypto.
La conseguenza pratica? Un’economia di microtransazioni tra machine che sistemi di pagamento tradizionali non possono supportare. Coinbase prevede che gli agenti AI utilizzeranno massicciamente i canali di pagamento crittografici, creando domanda persistente per layer di insediamento efficienti.
La frammentazione tra utilità e speculazione: Ownership Coins e privacy
Messari articola una visione cruciale: la separazione tra utilità e speculazione definirà il prossimo decennio. Il 2025 sarà l’anno della delusione retail, mentre il 2026 segnerà l’alba delle “applicazioni di sistema” – progetti con casi d’uso reali piuttosto che giochi di prezzo.
Emerge una categoria innovativa: le Ownership Coins. Questi token combinano diritti economici, legali e di governance, affrontando la crisi di accountability nelle DAO. Messari stima che entro il 2026 potrebbero emergere i primi progetti con capitalizzazione di mercato superiore a 1,1 miliardi.
Inaspettatamente, gli istituti prevedono una rinascita della privacy. Asset come ZEC (Zcash) non saranno più visti come “privacy coin” marginali, ma come strumenti di copertura essenziali contro la crescente sorveglianza. a16z enfatizza come la capacità di mantenere la privacy dello stato diventerà il principale vantaggio competitivo per le blockchain, generando forti effetti di rete.
Tokenomics 2.0 e la fine del ciclo dell’halving
Coinbase pronuncia chiaramente il verdetto: il modello ciclico quadriennale legato all’halving di Bitcoin sta perdendo rilevanza. Il mercato futuro sarà guidato da fattori strutturali – domanda macro di alternative di conservazione del valore, formalizzazione della crypto come asset class alternativa.
La conseguenza diretta è Tokenomics 2.0: transizione dai token “solo governance” a modelli “collegati ai ricavi”. I protocolli introdurranno meccanismi di buy-and-burn o fee sharing, allineando gli interessi dei detentori di token al successo della piattaforma. Questa evoluzione normativa trasformerà il panorama di valore sottostante.
Inoltre, il Digital Asset Trading 2.0 porterà il mercato verso modalità professionali: l’acquisto e la negoziazione di “sovereign block space” diventeranno asset class a se stanti, riflettendo la maturità del layer di insediamento.
Super-App e l’eliminazione della complessità tecnica
Four Pillars identifica nella regolamentazione il catalizzatore primario. Disegni di legge come GENIUS e CLARITY negli Stati Uniti stabiliranno un modello di riforma globale, trasformando il settore da zona grigia a economia formale.
In questo contesto emergono le Super-App: piattaforme integrate alimentate da stablecoin che unificano pagamenti, investimenti e prestiti. Queste mascherano la complessità tecnica sottostante, semplificando radicalmente l’esperienza utente. Non saranno più necessarie conoscenze tecniche approfondite – la blockchain diventerà invisibile.
La tokenizzazione degli asset RWA accelererà, ma con focus su utilità concreta piuttosto che esperimenti. A livello infrastrutturale, le Zero-Knowledge Virtual Machines (ZKVM) e i Proof Markets su Ethereum emergono come layer cruciali per gestire i nuovi flussi regolamentari.
DePIN e l’intersezione tra AI e infrastruttura fisica
Un tema spesso sottovalutato è il DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks). Messari prevede che questi protocolli troveranno mercati reali soddisfacendo la crescente domanda di calcolo e dati dall’intelligenza artificiale. Non sarà speculazione, ma domanda organica di risorse computazionali decentralizzate.
Verso la “finanza nativa di Internet”
a16z sintetizza la visione finale: “Internet è diventata una banca”. Il trasferimento di valore diventerà libero quanto l’informazione. L’attrito tra mondo on-chain e off-chain rappresenta il collo di bottiglia principale odierno; il 2026 sarà l’anno in cui infrastrutture superiori lo elimineranno.
Il passaggio cruciale non sarà più dalla tokenizzazione di asset off-chain alla loro migrazione on-chain, bensì dalla generazione diretta di debito e asset nativamente crittografici. Questo ridurrà costi di servizio e aumenterà la trasparenza in modo radicale.
Infine, la combinazione di AI e layer crittografici democratizzerà la gestione patrimoniale complessa. Ribilanciamento di portafoglio e tax loss harvesting diventeranno accessibili agli utenti comuni, non solo agli high net worth individuals.
Conclusione: da cicli a flussi
Il 2026 non sarà ricordato per un prezzo record, ma per il momento in cui la maturità strutturale ha sostituito i cicli speculativi. Le opportunità future appartengono a chi comprende i flussi di capitale reali, non a chi insegue narrativa di breve termine.
I vincitori saranno i progetti che costruiscono silenziosamente: infrastrutture solide, capacità di distribuzione, fiducia a larga scala. Il mercato premierà la sostanza sulla speculazione.
Halaman ini mungkin berisi konten pihak ketiga, yang disediakan untuk tujuan informasi saja (bukan pernyataan/jaminan) dan tidak boleh dianggap sebagai dukungan terhadap pandangannya oleh Gate, atau sebagai nasihat keuangan atau profesional. Lihat Penafian untuk detailnya.
Transformasi 2026: bagaimana lima lembaga riset melihat masa depan cryptocurrency di luar siklus spekulatif
Quando i principali think tank crittografici raggiungono un accordo raro, il mercato dovrebbe ascoltare. Dopo aver analizzato i rapporti di Delphi Digital, Messari, Four Pillars, Coinbase e a16z, emerge un consenso sorprendente: il modello tradizionale di volatilità ciclica si sta esaurendo, lasciando il posto a una struttura di mercato dominata da infrastrutture reali, regolamentazione formale e agenti economici artificiali.
Il parafrasi della convergenza globale: liquidità, layer e maturità strutturale
La pietra miliare del 2026 non sarà un evento di prezzo, ma un cambio di paradigma. Gli istituti di ricerca descrivono un mercato in transizione da “Far West speculativo” a “settore economico maturo”. Secondo Delphi Digital, questo avverrà grazie a una “Global Convergence” delle politiche monetarie: mentre la Federal Reserve conclude il Quantitative Tightening, le banche centrali mondiali si allineeranno verso cicli unificati di riduzione dei tassi.
Questa liquidità macro non alimenterà più solo narrativa di breve termine, ma confluirà verso asset hard come Bitcoin ed oro. Allo stesso tempo, l’ingresso massiccio della finanza tradizionale attraverso gli ETF trasformerà il profilo degli investitori: non più hedging marginale, ma allocazione strutturale.
L’ascesa della Agentic Finance: quando i machine diventano attori economici
Uno dei temi trasversali più affascinanti è la Agentic Finance. Non si tratta più di chatbot: gli agenti di intelligenza artificiale evolveranno per gestire attivamente capitali, eseguire strategie DeFi complesse e ottimizzare rendimenti on-chain senza intervento umano.
Questo fenomeno introdurrà nuove layer di infrastruttura. a16z e Coinbase sottolineano come il riconoscimento dell’identità si evolverà dal tradizionale KYC (Know Your Customer) a KYA (Know Your Agent), con agenti che richiedono credenziali firmate crittograficamente per operare nei layer di settlement nativamente crypto.
La conseguenza pratica? Un’economia di microtransazioni tra machine che sistemi di pagamento tradizionali non possono supportare. Coinbase prevede che gli agenti AI utilizzeranno massicciamente i canali di pagamento crittografici, creando domanda persistente per layer di insediamento efficienti.
La frammentazione tra utilità e speculazione: Ownership Coins e privacy
Messari articola una visione cruciale: la separazione tra utilità e speculazione definirà il prossimo decennio. Il 2025 sarà l’anno della delusione retail, mentre il 2026 segnerà l’alba delle “applicazioni di sistema” – progetti con casi d’uso reali piuttosto che giochi di prezzo.
Emerge una categoria innovativa: le Ownership Coins. Questi token combinano diritti economici, legali e di governance, affrontando la crisi di accountability nelle DAO. Messari stima che entro il 2026 potrebbero emergere i primi progetti con capitalizzazione di mercato superiore a 1,1 miliardi.
Inaspettatamente, gli istituti prevedono una rinascita della privacy. Asset come ZEC (Zcash) non saranno più visti come “privacy coin” marginali, ma come strumenti di copertura essenziali contro la crescente sorveglianza. a16z enfatizza come la capacità di mantenere la privacy dello stato diventerà il principale vantaggio competitivo per le blockchain, generando forti effetti di rete.
Tokenomics 2.0 e la fine del ciclo dell’halving
Coinbase pronuncia chiaramente il verdetto: il modello ciclico quadriennale legato all’halving di Bitcoin sta perdendo rilevanza. Il mercato futuro sarà guidato da fattori strutturali – domanda macro di alternative di conservazione del valore, formalizzazione della crypto come asset class alternativa.
La conseguenza diretta è Tokenomics 2.0: transizione dai token “solo governance” a modelli “collegati ai ricavi”. I protocolli introdurranno meccanismi di buy-and-burn o fee sharing, allineando gli interessi dei detentori di token al successo della piattaforma. Questa evoluzione normativa trasformerà il panorama di valore sottostante.
Inoltre, il Digital Asset Trading 2.0 porterà il mercato verso modalità professionali: l’acquisto e la negoziazione di “sovereign block space” diventeranno asset class a se stanti, riflettendo la maturità del layer di insediamento.
Super-App e l’eliminazione della complessità tecnica
Four Pillars identifica nella regolamentazione il catalizzatore primario. Disegni di legge come GENIUS e CLARITY negli Stati Uniti stabiliranno un modello di riforma globale, trasformando il settore da zona grigia a economia formale.
In questo contesto emergono le Super-App: piattaforme integrate alimentate da stablecoin che unificano pagamenti, investimenti e prestiti. Queste mascherano la complessità tecnica sottostante, semplificando radicalmente l’esperienza utente. Non saranno più necessarie conoscenze tecniche approfondite – la blockchain diventerà invisibile.
La tokenizzazione degli asset RWA accelererà, ma con focus su utilità concreta piuttosto che esperimenti. A livello infrastrutturale, le Zero-Knowledge Virtual Machines (ZKVM) e i Proof Markets su Ethereum emergono come layer cruciali per gestire i nuovi flussi regolamentari.
DePIN e l’intersezione tra AI e infrastruttura fisica
Un tema spesso sottovalutato è il DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks). Messari prevede che questi protocolli troveranno mercati reali soddisfacendo la crescente domanda di calcolo e dati dall’intelligenza artificiale. Non sarà speculazione, ma domanda organica di risorse computazionali decentralizzate.
Verso la “finanza nativa di Internet”
a16z sintetizza la visione finale: “Internet è diventata una banca”. Il trasferimento di valore diventerà libero quanto l’informazione. L’attrito tra mondo on-chain e off-chain rappresenta il collo di bottiglia principale odierno; il 2026 sarà l’anno in cui infrastrutture superiori lo elimineranno.
Il passaggio cruciale non sarà più dalla tokenizzazione di asset off-chain alla loro migrazione on-chain, bensì dalla generazione diretta di debito e asset nativamente crittografici. Questo ridurrà costi di servizio e aumenterà la trasparenza in modo radicale.
Infine, la combinazione di AI e layer crittografici democratizzerà la gestione patrimoniale complessa. Ribilanciamento di portafoglio e tax loss harvesting diventeranno accessibili agli utenti comuni, non solo agli high net worth individuals.
Conclusione: da cicli a flussi
Il 2026 non sarà ricordato per un prezzo record, ma per il momento in cui la maturità strutturale ha sostituito i cicli speculativi. Le opportunità future appartengono a chi comprende i flussi di capitale reali, non a chi insegue narrativa di breve termine.
I vincitori saranno i progetti che costruiscono silenziosamente: infrastrutture solide, capacità di distribuzione, fiducia a larga scala. Il mercato premierà la sostanza sulla speculazione.